Il cinque per mille 2026 richiede un’attenzione particolare da parte delle ex Onlus provenienti dall’elenco permanente dell’Agenzia delle Entrate. Con un avviso pubblicato il 16 giugno 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha infatti richiamato questi enti su due passaggi fondamentali: l’accreditamento al beneficio attraverso il RUNTS e l’inserimento dei dati necessari per ricevere materialmente il contributo.
L’avviso riguarda in particolare le ex Onlus già iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore oppure intenzionate a iscriversi nel corso del 2026.
Il passaggio può sembrare puramente amministrativo, ma porta con sé una riflessione più ampia: per un’associazione non basta avere diritto a una risorsa economica. È necessario prima assicurarsi di poterla ricevere e, successivamente, riuscire a seguirne il percorso all’interno della gestione dell’ente.
Cinque per mille 2026: cosa devono fare le ex Onlus
Le indicazioni pubblicate dal Ministero riguardano le ex Onlus provenienti dall’elenco permanente 2026 dell’Agenzia delle Entrate che:
- sono già iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore;
- oppure intendono iscriversi al RUNTS nel corso del 2026.
Questi enti devono provvedere entro l’anno all’accreditamento al beneficio del cinque per mille.
Per farlo è necessario presentare nel RUNTS l’apposita pratica denominata “Cinque per mille” e selezionare il campo “Accreditamento del 5/1000”.
L’obiettivo è allineare i dati provenienti dall’elenco permanente dell’Agenzia delle Entrate con le informazioni presenti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
Il passaggio assume una particolare importanza perché il cinque per mille 2026 rappresenta un momento di cambiamento per il mondo delle ex Onlus e per il loro rapporto con il RUNTS.
Cinque per mille 2026: l’accreditamento non basta, attenzione ai dati per il pagamento
L’avviso del Ministero richiama l’attenzione anche su un secondo aspetto, molto più concreto: ricevere effettivamente il contributo.
Le ex Onlus interessate devono inserire tempestivamente nel RUNTS le coordinate IBAN necessarie per il pagamento del cinque per mille relativo all’anno finanziario 2026.
Per i contributi di importo pari o superiore a 1.000 euro, il pagamento può avvenire attraverso le coordinate IBAN comunicate nel RUNTS.
Per i contributi inferiori a 1.000 euro è prevista anche un’alternativa: l’ente può indicare i dati della tesoreria o dell’ufficio postale necessari per il ritiro secondo le modalità previste.
È un dettaglio che non dovrebbe essere sottovalutato.
Essere presenti tra gli enti beneficiari del cinque per mille non significa infatti che il contributo venga automaticamente accreditato sul conto dell’associazione. I dati necessari per il pagamento devono essere presenti nel RUNTS, corretti e aggiornati.
Una coordinata IBAN mancante o non aggiornata può quindi diventare un ostacolo molto concreto alla ricezione di risorse che spettano all’ente.
Il cinque per mille non finisce quando arriva sul conto
Quando il contributo viene finalmente accreditato, per l’associazione inizia una seconda fase.
Bisogna sapere con precisione quanto è stato ricevuto, distinguere quella somma dalle altre entrate e riuscire, anche a distanza di tempo, a ricostruire in quali attività e per quali spese è stata utilizzata.
Per chi gestisce un’associazione, questo significa evitare che il cinque per mille finisca semplicemente tra i tanti movimenti economici dell’anno senza una chiara possibilità di seguirne il percorso.
Pensiamo, ad esempio, a un contributo utilizzato nel corso di diversi mesi per sostenere un progetto sociale, acquistare materiali, coprire alcune spese operative o finanziare più attività.
Senza un criterio organizzativo preciso, ricostruire successivamente tutti i movimenti collegati a quelle risorse può diventare complesso.
La vera utilità di una gestione ordinata nasce proprio qui: dalla possibilità di partire dalla somma ricevuta e arrivare alle uscite che, nel tempo, sono state associate a quella specifica fonte di finanziamento.

Come tenere traccia del cinque per mille con AssociazioneInCloud
Con AssociazioneInCloud è possibile organizzare i movimenti economici dell’associazione in modo da mantenere riconoscibili anche le entrate e le spese collegate al cinque per mille.
Nella versione AssociazioneInCloud Professional, ad esempio, è possibile utilizzare i centri di costo per raccogliere e seguire i movimenti collegati a una determinata attività, a un progetto o a una specifica fonte di finanziamento.
L’associazione può quindi creare un riferimento dedicato al cinque per mille, registrare l’importo ricevuto e collegare nel tempo le spese sostenute utilizzando quelle risorse.
In questo modo diventa più semplice mantenere una visione d’insieme e ricostruire il percorso del contributo.
Anche nella versione AssociazioneInCloud Smart è possibile adottare un metodo semplice di tracciamento utilizzando i tag.
I movimenti collegati al cinque per mille possono così essere contrassegnati e ritrovati più facilmente quando serve effettuare una verifica o ricostruire le spese sostenute.
Naturalmente, centri di costo e tag non sostituiscono gli eventuali adempimenti e le rendicontazioni previste dalla normativa.
Il loro valore è un altro: aiutare l’associazione a organizzare meglio la propria gestione quotidiana e a conservare nel tempo una traccia più chiara delle risorse ricevute e del loro utilizzo.
Perché ricordarsi di inserire l’IBAN nel RUNTS è essenziale per ricevere il contributo. Ma, una volta ricevuto, è altrettanto importante sapere sempre quanto è entrato, dove è stato impiegato e quali attività ha contribuito a sostenere.
Cinque per mille 2026: cosa devono controllare ora le ex Onlus
Le ex Onlus provenienti dall’elenco permanente 2026 dell’Agenzia delle Entrate dovrebbero verificare la propria posizione e accertarsi che le informazioni presenti nel RUNTS siano complete e aggiornate.
In particolare, è importante controllare l’avvenuta presentazione della pratica “Cinque per mille” con la selezione del campo “Accreditamento del 5/1000” e verificare la presenza dei dati necessari per il pagamento del contributo.
Una volta ricevute le somme, organizzare fin dall’inizio la loro registrazione e il collegamento con le spese sostenute permette di evitare ricostruzioni complesse a distanza di mesi o anni.
Il cinque per mille 2026 rappresenta una risorsa preziosa per molte associazioni e richiede una gestione attenta fin dal momento dell’accreditamento.
Gestirlo bene significa non soltanto rispettare gli adempimenti necessari per riceverlo, ma anche riuscire a conservarne una storia chiara all’interno dell’organizzazione.
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “Anno 2026 – Cinque per mille”, avviso del 16 giugno 2026. Consulta la comunicazione ufficiale.
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