Il nuovo Modello E introdotto per gli Enti del Terzo Settore rappresenta una delle principali novità amministrative previste per il 2026. Con i recenti chiarimenti pubblicati dal Ministero del Lavoro, le associazioni con entrate inferiori a 60.000 euro potranno utilizzare un rendiconto per cassa in forma aggregata, pensato per semplificare la gestione contabile e gli adempimenti verso il RUNTS.

Con questa novità, molte piccole associazioni potranno affrontare la rendicontazione annuale in modo più semplice, riducendo complessità burocratiche e rischio di errori nella compilazione dei documenti ufficiali.

Cos’è il nuovo rendiconto per cassa aggregato

Il nuovo Modello E nasce con un obiettivo molto preciso: semplificare la compilazione del bilancio per gli ETS di dimensioni ridotte, mantenendo comunque trasparenza e tracciabilità dei movimenti economici.

A differenza del tradizionale Modello D, il rendiconto aggregato non richiede la suddivisione dettagliata delle singole voci contabili, ma permette di raggruppare entrate e uscite in macro-categorie più semplici da gestire. Questo significa meno complessità operative e una compilazione molto più accessibile anche per chi non ha competenze amministrative avanzate.

In pratica, il sistema contabile non cambia nella sostanza: resta un rendiconto basato sul principio di cassa, quindi sulle movimentazioni monetarie effettive. Cambia però il modo in cui le informazioni vengono esposte, con un approccio più leggero e immediato.

Chi può utilizzare il Modello E

Il nuovo schema è destinato agli Enti del Terzo Settore che, nell’esercizio precedente, hanno registrato entrate complessive non superiori a 60.000 euro.

Possono adottarlo sia gli ETS con personalità giuridica sia quelli privi di personalità giuridica, mentre restano esclusi gli enti che operano prevalentemente in forma commerciale e le imprese sociali.

È importante sottolineare che l’utilizzo del Modello E non è obbligatorio. Gli enti possono continuare a utilizzare il rendiconto ordinario oppure optare per il bilancio economico-patrimoniale.

Quando entrerà in vigore

Uno dei dubbi più frequenti riguardava proprio la decorrenza della nuova modalità di rendicontazione.

La circolare ministeriale chiarisce che, per gli enti con esercizio coincidente con l’anno solare, il Modello E potrà essere utilizzato a partire dal rendiconto relativo all’esercizio 2026, quindi con deposito nel RUNTS nel 2027.

Per gli enti con esercizi “a cavallo d’anno”, invece, il modello può risultare applicabile già ai bilanci in chiusura nel corso del 2026.

Perché questa novità è importante per le associazioni

Negli ultimi anni molte associazioni hanno vissuto una crescente difficoltà nella gestione amministrativa quotidiana. Anche realtà molto piccole si sono trovate a dover affrontare obblighi burocratici spesso pensati per strutture più organizzate.

L’introduzione del rendiconto aggregato rappresenta quindi un passo concreto verso una maggiore sostenibilità amministrativa del Terzo Settore. Significa meno tempo speso nella compilazione dei documenti, meno rischio di errori formali e una gestione più semplice per segretari, tesorieri e volontari.

Allo stesso tempo, resta centrale il principio della trasparenza verso soci, donatori e RUNTS, che continua a essere uno degli elementi fondamentali per gli ETS.

AssociazioneInCloud si prepara al nuovo Modello E

L’evoluzione normativa richiede strumenti gestionali sempre più aggiornati e capaci di accompagnare le associazioni nei cambiamenti senza complicare ulteriormente il lavoro quotidiano.

Proprio per questo, AssociazioneInCloud si prepara a introdurre il supporto al nuovo rendiconto per cassa aggregato, permettendo alle associazioni di gestire la propria contabilità e generare documenti compatibili con il RUNTS in modo ancora più semplice e guidato.

L’obiettivo non è soltanto adeguarsi alla normativa, ma aiutare concretamente le associazioni a dedicare meno tempo alla burocrazia e più tempo alle attività sul territorio, ai volontari e ai propri progetti sociali.

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