LA SCELTA DEL TIPO DI ASSOCIAZIONE

È possibile costituire un’associazione semplice in base alle norme del Codice Civile o scegliere una forma specifica, secondo le modalità previste dalla normativa, in base all'attività da svolgere e allo scopo che i soci fondatori si prefiggono di raggiungere. Vediamo di seguito le varie tipologie di associazioni.

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LE TIPOLOGIE

  • 1. DIVERSE TIPOLOGIE DI ASSOCIAZIONI

    Il sistema legislativo italiano prevede diverse tipologie di associazioni tutte con normative diverse, vincoli e agevolazioni differenti. In sede di costituzione di una nuova associazione è molto importante la scelta più appropriata che consenta di svolgere agevolmente le attività necessarie per il raggiungimento dello scopo che ci si è prefissi. La scelta di un modello errato può portare, oltre a sanzioni, anche a limitazioni di operatività nella gestione delle attività quotidiane.

  • 2. ODV - ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO

    Le Organizzazione di Volontariato (abbreviate in ODV) sono associazioni che svolgono attività con finalità di solidarietà sociale, attraverso l'erogazione di servizi gratuiti, a favore di persone che si trovino in uno stato di bisogno. Le attività di volontariato sono intese senza fine di lucro anche indiretto ed esclusivamente per finalità di solidarietà sociale: per poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa vigente devono iscriversi al Registro regionale del Volontariato. La qualifica di volontario è incompatibile con qualsiasi rapporto di lavoro o di natura patrimoniale con l'associazione. Il volontario non può essere in alcun modo retribuito, nemmeno dalla persona che riceve il servizio, esso ha però diritto al rimborso delle spese sostenute entro i limiti preventivamente concordati. I volontari devono essere iscritti in un apposito registro dei volontari numerato ed essere assicurati contro la responsabilità civile, oltre che per infortunio e malattia. Attraverso l'iscrizione al registro acquisiscono di diritto la qualifica di Onlus oltre alla possibilità di usufruire delle agevolazioni fiscali previste per tale tipologia di ente. Le entrate derivanti dai servizi non costituiscono reddito e sono esenti dall'obbligo di applicazione dell'IVA.

    Inoltre esse possono svolgere attività commerciali e produttive marginali (ad esempio: vendite nel corso di celebrazioni o ricorrenze o in concomitanza con campagne di sensibilizzazione pubblica, commercializzazione di beni e servizi in rivendita da terzi a titolo gratuito, cessione di beni e servizi in rivendita senza intermediari ad assistiti e volontari, somministrazione di alimenti a carattere occasionale). I proventi derivanti da tali attività non sono imponibili se realizzate per fini istituzionali e in assenza di mezzi professionalmente organizzati. Queste attività devono essere documentate con la presentazione di apposita rendicontazione, ad esempio redigendo il bilancio di esercizio, pena la decadenza dei benefici fiscali. Lo Stato, le regioni, le province e i comuni possono concedere in comodato beni mobili ed immobili di loro proprietà alle ODV per lo svolgimento delle loro attività istituzionali.

  • 3. APS - ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE

    Si definiscono tali le associazioni costituite con la finalità di svolgere attività sociali a favore dei propri associati e di terze persone anche estranee ad esse, senza scopo di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati. Non sono considerate APS (Associazioni di Promozione Sociale) i partiti, i sindacati, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati. Come per le ODV (Organizzazioni di Volontariato), l'iscrizione nel registro nazionale e regionale previsto dalla Legge 383/2000 è condizione necessaria per stipulare convenzioni e usufruire dei benefici previsti dalla legge. Le APS godono delle agevolazioni previste, della qualifica di Onlus qualora tra le attività previste in statuto siano incluse quelle previste dal decreto 460/97 ed a seguito opportuna richiesta. Le attività commerciali non prevalenti previste per le APS non si considerano commerciali anche se effettuate con richiesta di un corrispettivo se siano direttamente complementari ed inerenti agli scopi istituzionali definiti.

    Le associazioni di promozione sociale si avvalgono prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali e possono in caso di necessità assumente dipendenti o avvalersi delle prestazioni di lavoro di altri soggetti, anche ricorrendo ai propri associati. Lo Stato, le Regioni, le Province, i comuni e gli altri enti pubblici possono stipulare convenzioni con le APS a patto che queste siano iscritte da almeno sei mesi nei registri per lo svolgimento delle attività previste dallo statuto verso terzi. Le APS sono autorizzate ad esercitare attività turistiche e ricettive per i propri associati. Per tali attività le associazioni sono tenute a stipulare polizze assicurative secondo la normativa vigente. Possono, inoltre, promuovere e pubblicizzare le proprie iniziative attraverso i mezzi di informazione, con l'obbligo di specificare che esse sono riservate ai propri associati.

  • 4. ASD - ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE

    Si definiscono Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) le associazioni che svolgono e promuovono attività sportive dilettantistiche, comprese le attività didattiche, come da proprio statuto. Queste associazioni devono essere iscritte nello specifico registro gestito dal Coni: solo grazie all’adesione ad una Federazione sportiva o ad un ente di promozione sportiva è possibile ottenere l'iscrizione a questo registro e conseguentemente beneficiare delle agevolazioni rivolte al settore sportivo. Queste associazioni si qualificano come enti associativi agevolati oltre ad usufruire di un regime contabile e fiscale particolarmente favorevole.

     

    La gestione del personale

    Per gli amministratori vige il divieto a ricoprire la medesima carica in altre società o associazioni sportive dilettantistiche nell'ambito della medesima federazione sportiva o disciplina associata se riconosciuta dal CONI, ovvero nell'ambito della medesima disciplina facente capo ad un ente di promozione sportiva. Alle ASD si applica un particolare regime per i compensi forfettari erogati ad atleti, allenatori, direttori sportivi, dirigenti, accompagnatori, giudici di gara, cronometristi, personale sanitario, collaboratori coordinati e continuativi con incarichi amministrativi, che prevede un diverso trattamento fiscale e previdenziale in ragione del compenso annuo complessivamente percepito dal prestatore in relazione a tutti i suoi committenti per le medesime attività. I compensi erogati per queste prestazioni non subiscono alcuna trattenuta Irpef fino all'importo di 7.500 euro. Per importi superiori, sono invece tenute a trattenere dalle somme pagate una ritenuta Irpef del 23 per cento (pari all'aliquota del primo scaglione), maggiorata delle addizionali all'Irpef . L'ASD è comunque tenuta alla presentazione della dichiarazione per i sostituti di imposta (Modello 770).

     

    I corrispettivi in denaro o natura erogati da imprese sono considerati spese di pubblicità volte alla promozione dei prodotti dell'impresa. Essi sono deducibili fino ad un massimale di 200.000 euro a condizione che siano utilizzati per promuovere l'immagine o i prodotti dell'impresa erogante e il beneficiario. L'ASD non perde mai la qualifica di ente non commerciale qualunque sia il rapporto tra entrate commerciali e non commerciali.

     

  • 5. ONG - ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE

    Le Organizzazioni Non Governative (ONG) sono organizzazioni o gruppi locali, nazionali o internazionali di cittadini con le seguenti finalità:

    • realizzazione di programmi nei paesi in via di sviluppo;
    • nella selezione, formazione e impiego di volontari in programmi promossi dall'organizzazione;
    • nella realizzazione di programmi di formazione scolastica e professionale
    • nello sviluppo di programmi o interventi di informazione e di comunicazione che favoriscano una maggiore partecipazione delle popolazioni ai processi di democrazia, di cooperazione e di sviluppo
    • nella promozione e realizzazione di programmi di educazione ai temi dello sviluppo, anche nell'ambito scolastico e di iniziative volte all'intensificazione degli scambi culturali tra l'Italia e i paesi in via di sviluppo, con particolare riguardo a quelli tra i giovani

     

    È importante sapere che per qualificarsi come ONG le organizzazioni operanti nel settore della cooperazione internazionale devono ottenere dal Ministero degli Esteri un riconoscimento di idoneità per la gestione di progetti di cooperazione.

  • 6. ASSOCIAZIONI PRO LOCO

    Si definiscono Pro Loco le associazioni locali la cui attività è volta alla valorizzazione delle realtà e delle potenzialità turistiche, naturalistiche, culturali, storiche, sociali ed enogastronomiche dei luoghi in cui operano. L'ambito di operatività è limitato al territorio comunale in cui sono costituite. Solo in presenza di progetti sovra comunali è possibile estendere il proprio ambito di operatività.

  • 7. I COMITATI

    I Comitati sono forme di organizzazione in cui un gruppo di persone (definiti promotori) annunciano un'iniziativa di aiuto, di beneficenza o soccorso. Si definiscono tali anche i programmi orientati a promuovere e tutelare opere pubbliche, monumenti, esposizioni. L'art. 39 c.c. e 42 c.c. ne da un elenco e ne disciplina la forma e gli obblighi. Perché un comitato sia valido a tutti gli effetti non è richiesta la forma scritta e i costituenti si impegnano gratuitamente a sostenere le attività, prevalentemente di raccolta fondi per fini di pubblica utilità. I fondi raccolti dai comitati attraverso le campagne di sensibilizzazione della cittadinanza, devono obbligatoriamente essere conservati e destinati alla realizzazione dello scopo. E' tema di discussione se essi siano effettivamente riconducibili ad associazioni o fondazioni: alcuni vedono nel comitato una fondazione non riconosciuta come tale; la loro natura sarebbe quindi duplice, associativa in fase di raccolta fondi e di fondazione nella fase successiva della loro destinazione.

  • 8. LE ASSOCIAZIONI DI SOLIDARIETÀ FAMILIARE

    Si tratta di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale o associazioni in genere il cui scopo sociale preveda finalità nell'ambito della solidarietà familiare. Si occupano dell'organizzazione e dell'attivazione di esperienze di associazionismo sociale, atto a favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e di cura familiare, anche attraverso l'organizzazione di banche del tempo, oltre a alla promozione di iniziative di sensibilizzazione e formazione al servizio delle famiglie, in relazione ai loro compiti sociali ed educativi. Lo statuto deve esplicitare l'attività svolta a favore della famiglia e il rispetto dei criteri di democraticità interna e di trasparenza, previsti per l'iscrizione al Registro dell'Associazionismo.

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