Il 2015 è stato un anno ricco di novità per le ONLUS grazie all’avviata riforma del terzo settore, che si è andata ad aggiungersi alle novità fiscali favorite dalla legge di stabilità 2015. A queste si sommano le modifiche apportate attraverso la circolare n. 15/E del 13 aprile 2015 dell’Agenzia delle Entrate, in base alla quale è stato definito che non si applica lo “split payment” se il fornitore della Pubblica amministrazione è un’associazione in regime ex l. 398/91.

1. SPONSORIZZAZIONE E PUBBLICITÀ, DETRAZIONE SEMPRE AL 50%

Sono state rimodulate le percentuali di detrazione forfettaria secondo l’articolo 29 del Dlgs 175/2014: per le attività di intrattenimento è stata uniformata la percentuale di detrazione dell’iva riguardo le operazioni di sponsorizzazione e specializzazione. Di questa novità ne beneficiano, tra l’altro, associazioni e società sportive dilettantistiche, associazioni senza fini di lucro, pro loco, bande e cori.

2. PAGAMENTO TRACCIATO PER IMPORTI DA MILLE EURO IN SU

È stato unificato il limite per i versamenti effettuabili in contanti. Alzato il limite a 1000 euro anche per le associazioni che prima ne erano esenti o che avevano una limitazione inferiore, come gli enti e le associazioni sportive dilettantistiche e tutti i soggetti legittimati ad applicare la legge 398/1991 (ris n.102/E del 2014) con adeguamento delle sanzioni all’articolo 11 del Dlgs 471/1997 e perdita delle agevolazioni fiscali.

3. AMMESSA L’ATTIVITÀ LUCRATIVA PER GLI ENTI NO-PROFIT

Nessun prelievo sui compensi erogati a chi svolge attività sportiva, amministrativa o gestionale per importi fino a 7500 euro. Non cambia invece la finalità per queste tipologie di enti che dovrà rimanere non lucrativa con il vincolo di non distribuire all’esterno, neanche in modo indiretto, le risorse dell’ente stesso.

4. PROVENTI DA AUTOFINANZIAMENTO ESENTI DA IMPOSTAZIONE TRIBUTARIA

Non saranno considerati imponibili i proventi derivanti da autofinanziamento, ossia da soggetti che hanno già acquisito al momento della richiesta del finanziamento, lo status di associato all’ente cui usufruisce del servizio erogato. Nessuna agevolazione invece per le attività esterne.

5. GLI INCASSI DERIVANTI DALLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI, NON FANNO REDDITO

La facilitazione riguarda le società sportive dilettantistiche costituite con atto pubblico o scrittura autenticata che hanno l’obbligo di finalizzare le risorse a scopi istituzionali (secondo l’articolo 148 del TIUR – comma 8), garantire l’effettività dell’associazione, prevedere l’obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statuarie e di disciplinare le modalità di voto e di nomina dei rappresentanti con assemblea dei soci che deve essere sovrana.

6. ENTI DI PROMOZIONE SOCIALE

Se l’attività commerciale domina, il regime forfettario decade. Per godere dei benefici occorre presentare l’opzione per l’applicazione del regime di cui alla legge 398/1991 anche in presenza di declaratoria di ente commerciale.

7. FISCO PIÙ PESANTE PER FONDAZIONI E TRUST

Tassazione più onerosa per i dividendi percepiti dagli enti non commerciali. La legge di Stabilità per il 2015 prevede infatti un duplice intervento con effetti retroattivi: da un lato, la quota imponibile di dividendo percepito sale dal 5 al 77.74%; dall’altro è riconosciuto un credito d’imposta, pari all’Ires dovuta dall’ente.

8. CERTIFICAZIONE DEI COMPENSI PER GLI ENTI NON COMMERCIALI

Oltre all’invio del modello 770, a partire da quest’anno anche gli enti non commerciali saranno obbligati a trasmettere in via telematica alle Entrate le certificazioni relative ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi, già rilasciate agli interessati entro il 28 Febbraio. La trasmissione dovrà avvenire entro il 9 Marzo.

9. MAXI SCONTI A CHI DONA AGLI ENTI NON LUCRATIVI

Da quest’anno sale a 30.000 euro annui l’importo massimo detraibile per le donazioni a onlus o soggetti assimilati, agevolando di fatto chi voglia effettuare lasciti (il tetto precedente era di 2.065 euro). Rimane il vincolo di effettuare donazioni con sistemi di pagamento tracciabili (banca o ufficio postale tramite carte di credito, carte di debito, prepagate, assegni circolari e assegni bancari). Anche per le imprese aumenta la convenienza a donare alle onlus: le donazioni diventano infatti deducibili per un importo non superiore a 30.000 euro o al 2% del reddito.

11. AGEVOLAZIONI SE IL COMMERCIO È MARGINALE

Solo gli enti che svolgono esclusivamente attività commerciale marginale sono qualificati Onlus e godono delle agevolazioni fiscali. Per il resto rimane il regime fiscale ordinario e legato al tipo di attività svolta.

Per attività commerciale marginale si intendono:

  • attività di vendita occasionali
  • attività di vendita di beni acquistati da terzi a titolo gratuito
  • cessioni di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari
  • attività di somministrazione di alimenti
  • attività di presentazione di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali

10. AGEVOLAZIONI A RISCHIO PER LE ONG STORICHE

In base al comma 7 dell’articolo 32 della legge 125/2014 sulla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, le organizzazioni non governative storiche devono chiedere l’iscrizione all’anagrafe delle Onlus: in caso contrario decadrebbero numerose agevolazioni cui sono destinatarie. Tra le agevolazioni a rischio decadenza, anche il 5x1000 che non sarebbe più accessibile come Onlus.

12. ESENZIONE DALL’IMU

L’esenzione IMU per gli enti non commerciali, prevista nell’articolo 7, lettera 1 del Dlgs 504/1992 può trovare applicazione anche in caso di utilizzi misti degli immobili.

Per stabilire se un’attività è esercitata a fini commerciali il riferimento è il Dm 200/2012, in cui vi sono contenute indicazioni precise relative alle diverse categorie di attività esercitate dagli enti no-profit.