Le responsabilità degli organi di un’associazione vengono disciplinate dall’articolo 1710 c.c., nel quale si specifica che gli amministratori sono responsabili nei confronti dell’associazione in caso di danni da loro causati e se quest’ultimi sono riconducibili alla loro condotta o se derivano dall’inadempimento di un obbligo di legge o dello statuto associativo.

I terzi possono quindi far valere i loro diritti sul patrimonio dell’associazione, nel caso siano violati i debiti e gli impegni contrattuali dell’associazione. Qualora il fondo patrimoniale sia insufficiente, il presidente assieme ai membri del Consiglio Direttivo risponderanno col patrimonio personale.

Se si volesse evitare tali inconvenienti, basta gestire l’associazione in modo corretto ed impegnare così solo quanto incassato e non creare debiti per l’associazione.

Chi è esente e quando?

Il consigliere sarà esente da qualsiasi responsabilità qualora che non abbia partecipato all’atto che ha provocato la problematica, salvo però nei casi in cui egli conosceva la stipula dell’atto non ha mai espresso il proprio dissenso.

Meglio farsi una polizza?

All’associazione viene consigliata la stipula di una polizza assicurativa almeno base, per assicurarsi in caso di problematiche civili, a cui sono chiamati gli amministratori dell’associazione.

L’associazione dovrà quindi porre attenzione nella stipula di contratti ed evitare problematiche civili o penali, che potranno rivalersi sui membri associativi.