aspetti FISCALI IN UNA ASSOCIAZIONE

Questa sezione vuole chiarire i dubbi relativamente agli aspetti fiscali che regolano il mondo delle associazioni.

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MODELLO EAS

Modello e istruzioni Comunicazioni da Enti associativi

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Modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli Enti associativi

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Specifiche tecniche modello EAS

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Istruzioni per la compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli Enti associativi

ASPETTI FISCALI

  • 1. DEFINIZIONE DI ATTIVITÀ ISTITUZIONALI

    Durante la redazione dello statuto vengono definite in modo chiaro le finalità dell’associazione: le attività svolte nei confronti degli associati per il conseguimento della finalità istituzionale, sono identificate come Attività istituzionali a fronte delle quali quote o contributi non sono commisurati.

  • 2. DEFINIZIONE DI ATTIVITÀ COMMERCIALI

    Per attività commerciale si intende lo scambio di beni o servizi tra due soggetti a fronte di un corrispettivo. Come descritto dall'art. 2195 del cc, sono considerate attività commerciali quelle relative alla produzione di beni o servizi. Le prestazioni di servizi sono considerati commerciali se organizzate in forma di impresa, con personale organizzato allo scopo, il pagamento di un prezzo e la promozione dell'attività svolta. Le entrate commerciali derivate da questa attività sono quindi soggette ai fini fiscali ad una specifica contabilità, sia per imposte dirette che indirette. Gli enti senza scopo di lucro non commerciali si definiscono tali se per raggiungere le proprie finalità non si avvalgano di attività commerciali: l'ente può comunque svolgere un'attività commerciale collaterale, ma solo se questa risulta marginale rispetto alle attività normalmente svolte. Nel caso in cui l'attività commerciale sia prevalente per un intero periodo di imposta, l’associazione perde la propria qualifica di ente non commerciale.

  • 3. DEFINIZIONE DI ATTIVITÀ PREVALENTE

    L'identificazione di attività commerciale prevalente all'interno di un ente non lucrativo, può essere svolta attraverso l’utilizzo d diversi criteri, quali: la verifica dell'immobilizzazione relativa alle attività commerciali, la valutazione dei ricavi derivanti dalle attività; l’ammontare dei redditi di esercizio derivati dalle attività secondarie; l’analisi delle componenti negative di bilancio inerenti l'attività commerciale rispetto alle restanti spese. Il superamento di uno di questi parametri può portare alla perdita della qualifica di soggetto senza scopo di lucro ed induce alla valutazione dell'attività effettivamente svolta.

  • 4. DEFINIZIONE DI ATTIVITÀ DECOMMERCIALIZZATE E QUOTE SOCIALI

    Il legislatore ha decommercializzato per gli enti senza scopo di lucro alcune attività che possono essere intese come commerciali, in quanto presuppongono uno scambio tra associazione e associato e comporta che non siano soggette a Ires, Irap e Iva. Una delle più importanti e comuni a tutte le associazioni è il versamento della quota associativa: questa pur costituendo scambio commerciale non concorre a formare reddito complessivo. Dal 2009 è stato introdotto l'obbligo di presentare in via telematica il modello EAS - Enti associativi (art.30, Legge 2/2009) al fine di usufruire di questa agevolazione.

  • 5. ATTIVITÀ DECOMMERCIALIZZATE: LA RACCOLTA DI FONDI

    La raccolta fondi per una associazione può essere effettuata e aperta al pubblico due volte all'anno per un periodo non superiore ai 15 giorni, in concomitanza con particolari celebrazioni e ricorrenze anche a fronte di una cessione di beni o servizi. È condizione fondamentale che entro 4 mesi dalla chiusura di esercizio durante il quale queste siano state svolte, venga redatto un apposito e separato rendiconto contenente una relazione allegata dell'attività svolta (come indicato nel art. 143 del TUIR, comma 3 lettera A). È stato definito un importo massimo per le accolte fondi pari ad euro. 50.000,00.

  • 6. ATTIVITÀ DECOMMERCIALIZZATE: CONVENZIONI E ACCREDITAMENTI

    Le attività prestate in convenzione o accreditamento con enti pubblici benchè siano identificabili come commerciali, sono considerate decommercializzate, ai fini di IRAP e IRES, se svolte da un ente senza scopo di lucro, purchè in linea con i fini istituzionali dell'ente stesso. Queste attività rientrano comunque nel campo di regime IVA.

  • 7. PRESENTAZIONE DEL MODELLO EAS

    Dal 2009 è stato introdotto un adempimento a carico delle associazioni per poter usufruire della decommercializzazione: queste devono presentare in via telematica all'Agenzia delle Entrate il Modello EAS, debitamente compilato. Questo modello si compone di una parte anagrafica e 38 paragrafi che riguardano aspetti fiscali, organizzativi e gestionali dell'associazione stessa. L'invio deve avvenire entro 60 giorni dalla data di costituzione e deve essere nuovamente presentato entro il 31 marzo dell'anno successivo. Alcuni enti ne sono però esonerati ed alcuni soggetti devono adempiere alla normativa in forma semplificata. In caso di mancato invio del modello, non è più possibile godere delle agevolazioni fiscali relative alla detassazione. L'associazione quindi che continua senza il possesso dell’autorizzazione alla defiscalizzazione si configura come "associazione commerciale" a tutti gli effetti ed incorre nel pagamento delle imposte su tutte le attività svolte.

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